Litighi con il partner? Ecco la soluzione!

Litighi con il tuo partner? Ti infastidisci? Ti arrabbi? Ti sembra di non essere capito/a?

Oppure scoppiano delle liti che generano malumori e sofferenze?

Nelle relazioni così come nella comunicazione interpersonale esistono delle regole ben precise: le Neuroscienze le hanno individuate grazie allo studio delle varie aree del cervello e all’analisi della loro attivazione sequenziale nelle varie fasi dei processi di comunicazione inter-relazionale.

Sai quante coppie arrivano al capolinea a causa delle liti e della voglia di aver ragione, nel momento in cui manchi un GIUDICE imparziale che possa comprendere, aiutare, spiegare come sciogliere il nodo dell’incomprensione e quindi risolvere la lite in atto?

Sai quante relazioni naufragano a causa delle continue e sfiancanti discussioni?

Di solito (ed è anche peggio!!) ci si rivolge all’amico o al familiare di turno per aver ragione e per far valere il proprio punto di vista, per poi riportare al partner il commento dell’amico e ricominciare la discussione, forti dell’appoggio ricevuto!

A parti invertite, ci si trova a ricevere lo stesso trattamento dal partner che ci comunica che anche il fratello o la sorella o l’amica le hanno dato ragione per cui… sei TU che hai torto!

NIENTE DI PIÙ PERICOLOSO per la salute della coppia!!

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ECCO LA SOLUZIONE: descrivimi gli eventi e ti aiuterò a capire in modo pratico e scientifico come risolvere il conflitto in corso ma anche come evitare quelli futuri!

Attenendomi alle regole delle Neuroscienze, che hanno fornito chiare e precise indicazioni ti spiegherò come comportarti affinché la lite possa dirimersi e risolversi, giungendo ad una riappacificazione e ritrovando la serenità! 

Non solo: ti indicherò quali regole seguire e quali errori non fare in futuro così che tu possa gestire agevolmente discussioni e dinamiche relazionali, per non accendere più pericolose liti che possano incrinare e rovinare irrimediabilmente il rapporto!

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Prenota una consulenza per sapere come gestire il rapporto o per sapere come interpretare le discussioni, le situazioni e gli eventi in modo da non avere MAI torto, seguendo le regole della Neurobiologia ma soprattutto…  prima che…. la barca affondi!

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Videointervista di Luciano Simonelli: come gestire le emozioni nei momenti difficili.

Il grande Luciano Simonelli mi ha intervistato per parlare del funzionamento del cervello in questo periodo di particolare difficoltà, per capire come contenere l’impatto che gli eventi e le situazioni che viviamo possono avere sulle nostre emozioni, per conoscere e imparare le strategie per aumentare la capacità di resistenza, per sviluppare una maggiore propensione all’adattamento e per reagire positivamente a questo incredibile drammatico momento della nostra vita.

Condivido con piacere la video intervista (divisa in tre parti: la prima e la seconda parte sono insieme nel primo video mentre la terza e la quarta parte sono nei due video successivi).

 

 

Insieme è meglio!

INSIEME E’ MEGLIO!

Gestire l’ansia? Le paure? Le preoccupazioni che stiamo incontrando in questo difficile periodo?
Abbiamo organizzato una serie di video incontri, ad un costo veramente accessibile, per imparare come gestire le emozioni per parlare insieme delle difficoltà, per confrontarci sulle sensazioni che stiamo vivendo, per condividere consigli e strategie ma soprattutto per imparare come smettere di soffrire e di percepire ansie, paure e preoccupazioni e per tornare a sorridere, grazie alle NEUROSCIENZE,

Per inscrizioni o informazioni:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-video-incontro-come-gestire-le-emozioni-103030777830

Fammi una video-intervista e risponderò alle tue domande sul cervello!

Chiedimi tutto ciò che vuoi sapere sul funzionamento del cervello per quanto riguarda le emozioni, i comportamenti, le sofferenze, le dipendenze, le problematiche relazionali, l’educazione dei figli, la violenza sulle donne e io cercherò di rispondere per insegnarti a non soffrire e a gestire nel modo più utile e vantaggioso il tuo cervello.

 

Di seguito. i link alle interviste già realizzate:

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Terza intervista di Mariangela Russo: perché litighiamo?

Seconda intervista di Mariangela Russo: l’ansia e le 4 paure dell’io.

Prima intervista di Lavinia Robba: siamo geneticamente programmati a soffrire?

Prima intervista di Mariangela Russo: come gestire le emozioni negative?

 

 

Si può guarire fornendo input al cervello per produrre neurotrasmettitori?

Soffri di una patologia del corpo o di un problema correlato con le emozioni?

Forse non stai fornendo al tuo cervello gli stimoli di cui ha bisogno!c

Secondo la PNEI (la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), alcune patologie del corpo e della mente sono dovute alle emozioni negative in eccesso, che agiscono sul sistema nervoso, sul sistema endocrino e sul sistema immunitario con conseguenze dirette sulla salute dell’intero organismo.

Molti scienziati affermano e dimostrano che la maggior parte delle patologie e dei disturbi (dall’ansia agli attacchi di panico, dalle gastriti/coliti psicosomatiche a molte altre forme di disturbi e malattie molto comuni) sono dovute ad una alterazione dei sistemi di comunicazione tra mente e corpo: Jaak Panksepp, Bruce Lipton, Bruno Soresi, Tancredi Militano e molti altri studiosi e ricercatori nel campo delle Neuroscienze hanno teorizzato e dimostrato che molti disturbi psichici e fisici sono strettamente correlati con errori compiuti dal cervello nella gestione della comunicazione mente-corpo e possono essere risolti senza l’utilizzo di farmaci, riattivando le capacità di autoguarigione e di autoriparazione intrinseche all’organismo.

 

Le Neuroscienze dimostrano che IMPARANDO ad usare correttamente il nostro cervello – soprattutto imparando a gestire le emozioni e fornendo ad esso gli stimoli di cui ha bisogno – è possibile riequilibrare il sistema di comunicazione tra cervello e corpo (il sistema PNEI) e ciò si può tradurre automaticamente nell’eliminazione dei sintomi: le ricerche condotte da Jaak Panksepp, Bruce Lipton, Bruno Soresi e da altri ricercatori confermano che “se tale sistema torna in equilibrio, la maggior parte dei problemi ad esso correlato si risolve spontaneamente, senza l’utilizzo di farmaci”.

Per tale motivo, la Neurobiologia propone un approccio completamente innovativo che non tiene conto cioè del sintomo, non operando diagnosi né instaurando terapie: La Neurobiologia permette di individuare quali sono gli errori (involontari!) di atteggiamento e/o di comportamento che adottiamo nella nostra quotidianità che ostacolano l’equilibrio psicofisico o addirittura lo alterano!

Si è visto infatti che il cervello, per funzionare bene e garantire l’equilibrio psicofisico (equilibrio di pensieri, emozioni e dell’organismo intero) necessita di uno specifico e ben definito “set di input”, che il cervello “riceve” a seguito dei nostri atteggiamenti e dal nostro “modo di vivere”. Quando sottoponiamo il nostro cervello ad una serie di input/stimoli che lo destabilizzano (senza che noi lo sappiamo!), possono nascere le più varie patologie nonché i più comuni squilibri del corpo e della mente.

Grazie alle ultime scoperte della Neurobiologia, è possibile intervenire su qualsiasi squilibrio energetico che dia luogo anche a sintomi o disturbi psicofisici, cercando di fornire al cervello quegli stimoli necessari affinché esso ripristini l’equilibrio, per riportare le aree autonome del cervello in uno stato di equilibrio, dal quale deriverà la salute dell’intero organismo.

 

 

In altre parole, il lavoro dei ricercatori e degli scienziati si può sintetizzare come segue: 

Una non conoscenza sui meccanismi di funzionamento del cervello ci porta a commettere degli involontari errori nell’atteggiamento/comportamento che assumiamo quotidianamente (dal quale il cervello trae input continui): ciò destabilizza i circuiti neuronali (presenti nel cervello) e a causa di ciò il cervello va in crisi e risponde con emozioni negative (ansia, paure, preoccupazioni, panico, agitazione, insicurezza, ecc) che prendono il sopravvento e risultano spesso difficili da gestire e da eliminare!

In più, tutto ciò spesso si riversa sul corpo in quanto si altera il sistema di comunicazione e di regolazione del corpo e degli organi (sistema PNEI): da tale alterazione possono derivare patologie psicosomatiche che si sommano alle emozioni negative  (come ad es. gastriti. coliti, mal di testa, patologie della pelle, infezioni ricorrenti, problemi del ciclo, problemi ormonali, difficoltà di dimagrimento, ritenzione di liquidi, infiammazioni, ecc.), risolvibili attraverso un cambiamento del pensiero (cfr. Enzo Soresi: “Il cervello anarchico” UTET).

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In sintesi:

Una non corretta gestione del nostro cervello cioè una mancanza di conoscenza sul suo funzionamento e sugli stimoli da fornire ai circuiti neuronali, può portare ad una alterazione della PNEI quindi a problemi delle emozioni, del comportamento e degli organi: cosa fare per risolvere?

Le Neuroscienze propongono di intervenire in modo risolutivo e definitivo imparando come funziona il cervello in modo da fornire ad esso tutti gli stimoli che sono necessari per il corretto funzionamento dei suoi circuiti neuronali:  se il cervello riceve gli stimoli giusti, può riportare autonomamente in equilibrio il sistema psico-neuro-endocrino-immunologico con conseguente ripristino dell’equilibrio psicofisico, senza bisogno di farmaci.

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Perché proviamo ansia, paure, insicurezze, dipendenza affettiva?

Perché soffriamo?

I pensieri si accavallano e sale l’inquietudine. Il sonno inizia a spezzettarsi, le lenzuola sono d’impaccio. Lo stomaco si chiude o peggio la fame aumenta senza più controllo! Le ore sono tutte uguali, le pareti sembrano quasi avvicinarsi, rimpicciolire la stanza.

L’ansia ha varie forme e invade le nostre giornate, coinvolgendo anche chi ci sta accanto. Il pensiero si offusca, la lucidità ci abbandona. Anche le azioni più elementari costano fatica. Ma perché? Come ha fatto a saltare il nostro stato di tranquillità? Perché abbiamo perso la serenità e l’ansia si è impossessata di noi?

Sapere cosa sta andando storto è utile per attenuare l’ansia e tornare a vivere con ottimismo. Se conosci come funziona il cervello puoi tenere a bada tristezze, insicurezze, dipendenze da cibo o droghe, rabbia. Sembra impossibile? No: le Neuroscienze forniscono le chiavi per riaccendere quell’interruttore spento, per riattivare la capacità di autocontrollo.

Tancredi Militano, biologo ed esperto di Neuroscienze, studia un percorso cognitivo e non una terapia. “Nel corpo umano, così come nell’intero universo, nulla accade per caso. Se il cervello produce ansia, paure, pensieri che destabilizzano, significa che una parte di noi li vuole produrre, per uno strano motivo che sta a noi individuare!”.

Non é utile spegnere o tentare di combattere le emozioni che ci destabilizzano poiché torneranno, se non ne comprendiamo la causa!

Cerchiamo allora di capire cosa succede, conosciamone i motivi, forniamo al nostro cervello gli stimoli per interrompere il processo destabilizzante in atto.

Da dove nascono le emozioni e le sensazioni che viviamo? Da dove hanno origine le sofferenze? Quale parte del cervello le produce… e perché? ma soprattutto: come risolvere?

Nei nostri video potrete conoscere tutto ciò che serve per gestire le aree del cervello che producono le emozioni e che gestiscono i comportamenti che sfuggono al nostro controllo, così da limitare gli stati di sofferenza. Qui di seguito un’intervista (divisa in tre video, a cura di Luciano Simonelli Editore) per capire come è fatto il cervello e quali strategie adottare.

Nei video che troverete su questo sito, potrete conoscere tutto ciò che serve per mantenere lo stato di salute e per gestire le aree del cervello che producono le emozioni e i comportamenti così da limitare gli stati di sofferenza, fino a raggiungere la spensieratezza e il tanto desiderato benessere fisico e mentale!

Qui di seguito un’intervista (divisa in tre video, a cura di Luciano Simonelli Editore) per capire come è fatto il cervello e quali strategie adottare per gestire e controllare meglio le nostre emozioni e i nostri comportamenti:

 

1a e 2a parte dell’intervista (insieme in un unico video)

3a parte dell’intervista

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4a e ultima parte dell’intervista

 

 

 

L’habitat emozionale

GESTIRE LE EMOZIONI E NON SOFFRIRE PIU’ DI ANSIA, DI ATTACCHI DI PANICO O DI PROBLEMI EMOTIVO-COMPORTAMENTALI E’ POSSIBILE: BISOGNA PERO’ CONOSCERE COME FUNZIONA IL CERVELLO!

Perché proviamo ansia? Perché arrivano gli attacchi di panico? Perché esistono i disturbi ossessivo-compulsivi e perché viviamo emozioni negative?

Come possiamo fare per evitare tutto ciò?

Come ci dimostrano le ultime scoperte delle Neuroscienze e della Neurobiologia, in moltissimi casi è sufficiente conoscere i meccanismi di funzionamento del cervello per mantenere lo stato di salute e per scongiurare i problemi delle emozioni e dell’intero organismo!


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PER CAPIRE COME SIA POSSIBILE CHE UNA SEMPLICE CONOSCENZA DEI MECCANISMI DI FUNZIONAMENTO DEL CERVELLO PORTI ALLA SOLUZIONE DI MOLTI PROBLEMI PSICOFISICI, FACCIAMO UNA PRIMA RIFLESSIONE INSIEME:

Cosa succederebbe se mettessimo un pesce rosso fuori dall’acqua?


Il pesce rosso comincerebbe a vivere uno stato di malessere, a saltare e ad agitarsi perché andrebbe immediatamente in carenza di ossigeno!

Potremmo dire che è ansioso? Qualcuno affermerebbe che il pesce rosso è malato, che ha un problema emozionale o comportamentale o che ha un attacco di panico…? Qualcuno lo definirebbe ossessivo compulsivo, consiglierebbe di somministrare dei farmaci o di studiargli la psiche?

No, ovviamente!

E perché?

Perché tutti CONOSCIAMO quali sono le necessità di un pesce rosso ovvero sappiamo di cosa ha bisogno per stare bene e tutti conosciamo qual è il suo habitat ideale! E tutti sappiamo e capiamo che il pesce rosso non è malato ma si trova in un habitat a lui non congeniale!

In questo caso, la CONOSCENZA ci permetterebbe di risolvere velocemente il problema e di non far perdere tempo prezioso al pesce rosso.

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E cosa succederebbe se trasportassimo un leone al polo nord?

Il leone comincerebbe a vivere uno stato di malessere, soffrirebbe e probabilmente svilupperebbe qualche patologia…

Sarebbe il caso di somministrargli dei farmaci o di capire quali traumi ha avuto quando era cucciolo?

Beh, potrebbe anche essere il caso di somministrare dei farmaci (se la situazione lo richiedesse) ma di certo tutti CONOSCIAMO i bisogni di un leone e saremmo d’accordo nel pensare che la cosa più importante ed urgente da fare è quella di riportare il leone nel suo giusto habitat!..


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E ALLORA PERCHE’ NON APPLICHIAMO LO STESSO RAGIONAMENTO PER L'”ANIMALE UOMO“?

Anche l’animale uomo ha bisogno di uno specifico habitat per vivere bene e per non andare incontro a problemi emozionali, comportamentali o fisici!

Se facciamo vivere l’animale uomo in un habitat non congeniale, come nei due esempi sopra esposti, non possiamo pretendere che esso rimanga in salute: sarà pressocché inevitabile che sviluppi uno stato di malessere.

Perché allora non ci preoccupiamo di CONOSCERE e di IMPARARE qual è l’habitat ottimale affinché l’animale uomo non sviluppi disturbi del corpo e della mente? Perché non proviamo a CAPIRE e APPRENDERE come funziona il cervello dell’animale uomo e di quali habitat ha bisogno per mantenere lo stato di salute e non produrre emozioni negative da dover gestire?

E perché mai, quando si è ormai instaurata una patologia, oltre a definirlo subito “malato”, sottoponendolo a terapie farmacologiche e/o psicologiche, non reintroduciamo l’animale uomo nel suo habitat ideale, come faremmo con qualsiasi altro animale?!

 

LA SPIEGAZIONE E’ SEMPLICE: CONOSCIAMO GLI HABITAT DEGLI ALTRI ANIMALI MA NON QUELLO DELL’ ANIMALE UOMO !

Soltanto da pochi anni, infatti, le Neuroscienze e la Biologia (in particolare le ultime ricerche sull’Etologia umana e sulla Neurobiologia) hanno identificato quattro habitat ideali per l’animale uomo, definendone caratteristiche e funzionalità.

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COSA FARE QUINDI…?

COME DOBBIAMO COMPORTARCI SE SI PRESENTANO DEI SINTOMI? COME RICONQUISTARE L’EQUILIBRIO PSICOFISICO, SE INSTAURA UNO STATO DI MALESSERE? COSA FARE SE SI RISCONTRANO PROBLEMI EMOZIONALI, COMPORTAMENTALI O VERE E PROPRIE PATOLOGIE?

Semplice: dopo essersi rivolti al medicoper avere una diagnosi ed una terapia classica (farmacologica) oppure allo psicoterapeuta per una diagnosi e una terapia è fondamentale ripristinare il corretto habitat emozionale, esattamente come si farebbe con il pesce rosso che, reinserito nel suo ambiente, non presenta più alcun malessere!

In sintesi: per favorire il riequilibrio rispetto allo stato patologico, indipendentemente da qualsiasi farmaco o terapia si decida di intraprendere, è fondamentale reintrodurre l’animale nel proprio specifico habitat ideale.

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DOVE TROVARE ALLORA LE INFORMAZIONI PER CONOSCERE L’HABITAT IDEALE PER L’ANIMALE UOMO?

La risposta è molto semplice: è sufficiente rivolgersi alla persona più idonea per avere questo tipo di informazioni cioè ad un esperto di comportamento animale.

La scienza che studia il comportamento animale e che definisce gli habitat ideali per le varie specie è l’Etologia per cui è necessario rivolgersi ad un esperto dell’habitat dell’animale uomo ovvero ad un esperto di Etologia umana .

L’Etologo non è un Medico e non è uno Psicologo ma un Biologo che conosce perfettamente l’habitat di ogni animale, compreso quello dell’animale uomo.

E COME È POSSIBILE CHE LA SEMPLICE CONOSCENZA DELL’HABITAT DELL’ANIMALE UOMO POSSA FAVORIRE IL RIEQUILIBRIO ENERGETICO E, DA QUESTO, MIGLIORARE LO STATO DI SALUTE?

Il motivo per cui conoscere e fornire il giusto habitat può essere sufficiente per scongiurare emozioni negative o disturbi dell’organismo ad essi correlati è stato svelato dalle ultime scoperte dalla Neurobiologia sul funzionamento del cervello:

IL CERVELLO VA INCONTRO AD UN FORTISSIMO INDEBOLIMENTO

QUANDO NON VIVE NELL’HABITAT EMOZIONALE IDONEO

perde i punti di riferimento interni, produce ormoni dello stress che modificano i rapporti tra le aree cerebrali, modifica i circuiti neuronali e per tale motivo dà luogo a squilibri energetici, problemi emozionali, comportamentali e altera il sistema PNEI (psico-neuro-endocrino-immunitario) determinando la nascita di moltissimi stati di malessere e dei più vari disturbi dell’organismo.

In tal caso, l’Etologo non cura né il tuo pesce rosso né il leone né tanto meno l’animale uomo (per questo infatti ci sono i medici e gli psicoterapeuti) tuttavia può fornire tutte le informazioni e le conoscenze necessarie e indispensabili per individuare in quale habitat far vivere il pesce, il leone e qualsiasi altro animalecosì da evitare che si creino stati di squilibrio energetico ovvero di malessere.

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CONCLUSIONE: soffriamo di ansia, di panico e di altri problemi delle emozioni e del comportamento poiché non conosciamo a sufficienza l’habitat in cui la nostra parte animale ha bisogno di vivere!

SOLUZIONEconoscere l’Etologia umana per capire cosa fare per stare bene e quale habitat situazionale ricreare intorno a noi.

Il cervello e i suoi codici segreti

Nella vita, le emozioni positive ci rendono sereni e felici: la nascita di un figlio, la conquista di un nuovo amore, il superamento di un esame o di una sfida importante, la vittoria della squadra di calcio del cuore, il primo bacio, a volte basta anche un semplice sorriso: sono moltissime le occasioni in cui possiamo provare emozioni positive!

Eppure a volte percepiamo emozioni negative! E non siamo in grado di cacciarle via: prendono il sopravvento e non riusciamo ad allontanarle!

Le emozioni positive durano poco e svaniscono da sole nonostante noi vorremmo non finissero mai… mentre quelle negative spesso sono persistenti e difficili da contrastare!

Perché?  Dove nascono le emozioni?

Cosa possiamo fare per evitare ansia, attacchi di panico, paure e insicurezze? Cosa possiamo fare per vivere più serenamente e avere il controllo dell’emotività?

UN AIUTO CONCRETO ARRIVA DALLE NEUROSCIENZE: CONOSCERE COME FUNZIONA IL CERVELLO PUÒ AIUTARE A GESTIRE EFFICACEMENTE LE EMOZIONI e ciò può permettere al sistema PNEI di riequilibrarsi così da favorire la RISOLUZIONE DEI DISTURBI PSICOFISICI E IL RAGGIUNGIMENTO DELL’EQUILIBRIO DELL’INTERO ORGANISMO!

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E’ comune incontrare difficoltà nella gestione delle emozioni, percepire insicurezze e sensazioni di disagio o inferiorità: per fortuna il più delle volte si tratta di situazioni passeggere, senza conseguenza alcuna.

Capita però ogni tanto che un evento esterno, una frase o un gesto scatenino dentro di noi reazioni che non ci fanno stare bene o che non riusciamo proprio a controllare.

Fino ad un attimo prima andava tutto bene… poi all’improvviso l’insicurezza, l’ansia o la paura ci sovrastano.

In quel momento siamo in difficoltà: abbiamo la sensazione di non riuscire a mantenere la lucidità e ci troviamo bloccati da emozioni che non è facile governare.

Sono molte le emozioni che possono avere il sopravvento: rabbia, tristezza, ansia, angoscia, insicurezza, senso di frustrazione e impotenza sono solo alcuni esempi.

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A quel punto ci può anche capitare di dire o fare cose di cui dopo ci pentiamo! Oppure assumiamo un comportamento in cui, a mente fredda, non ci riconosciamo.

Anche una volta conclusa, questa esperienza negativa ci lascia un retrogusto di amarezza, disagio, imbarazzo, ingiustizia e si fa strada il timore che possa non trattarsi di un caso isolato, soprattutto quando notiamo che, con il passare del tempo, questi episodi si ripetono.

Possono cambiare gli attori e le occasioni ma di fatto le dinamiche rimangono le stesse finché, ad un certo punto, le situazioni si ripropongono e sentiamo di essere intrappolati in un meccanismo da cui non è facile uscire.

In alcuni casi, come conseguenza delle emozioni negative percepite, l’organismo può sviluppare dei disturbi psicofisici veri e propri che possono cronicizzare fino a diventare difficili da risolvere.

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MA PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE GESTIRE LE EMOZIONI?

Perché è quasi impossibile, a volte, contrastare l’insicurezza o l’emozione negativa che in quel momento ci colpisce?

Come si può vincerla e mandarla via? 

Gli studi clinici degli ultimi 20 anni, per di più, hanno dimostrato la stretta correlazione tra emozioni e disturbi fisici anche gravi1quando il nostro cervello viene sottoposto ad un periodo prolungato di emozioni negative (o anche semplicemente di stress!) a farne le spese può essere l’intero organismo che può andare incontro a problemi di varia natura, come ad es. mal di testa, gonfiori, gastriti, coliti, problemi ormonali, stanchezza, insonnia, fame nervosa, problemi della pelle fino a veri e propri danni cardiaci.

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IMPARARE A GESTIRE LE EMOZIONI E’ DUNQUE ESTREMAMENTE IMPORTANTE MA QUAL E’ IL SEGRETO PER FARLO IN MODO EFFICACE!? 

E QUALI PATOLOGIE O DISTURBI DEL CORPO E DELLA MENTE SI POSSONO RISOLVERE GRAZIE ALLE UTILE SCOPERTE DELLE NEUROSCIENZE?

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Esiste una barriera per difendersi dalle emozioni negative o per divenire meno sensibili agli eventi esterni negativi?

Come si fa a vincere le insicurezze?

Esiste un trucco per non sentirsi bloccati inadatti?

Cosa fare per evitare che le emozioni creino problemi al corpo?

Cosa fare se la il problema è già in atto? 

Esistono tecniche di ipnosi o di riprogrammazione emozionale per ottenere una veloce soluzione dei problemi emotivi?

Come si può cambiare o riequilibrare l’organismo?

Sono efficaci le tecniche di meditazione e di rilassamento come lo yoga?

Quali disturbi e quali problemi possono essere correlati con le emozioni negative?

Da qualche anno, le Neuroscienze sono riuscite a fornire una risposta a tutte queste domande e il nostro sito si pone l’obiettivo di divulgare la cultura scientifica poiché – come vedremo – la conoscenza dei meccanismi di funzionamento del cervello favorisce la risoluzione di disagi relativi alle emozioni, problemi del comportamento e disturbi psicofisici dell’intero organismo.


1 Uno studio del 2003 ha addirittura dimostrato che le emozioni trattenute causano anche malattie mortali: studiando per 11 anni 2.755 impiegati, i ricercatori hanno evidenziato che non sfogare la rabbia causa l’infarto. (Journal of Epidemiology and Community Health – )

Trattenere emozioni all’interno dei meandri dell’inconscio può causare quindi gravi malattie cardiache ma anche molte altre patologie: disturbi di varia natura (DPTS ovvero “disturbi post traumatici da stress”), psicosomatizzazioni, problemi agli organi interni e disagi nella sfera dell’emotività. (Hidalgo, R.B., Davidson, J.R. (2000) “Post traumatic stress disorder: Epidemiology and health-related considerations” in Journal of Clinical Psychiatry).

 

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